In ricordo del 2 agosto 1980: la strage di Bologna

Il 2 agosto 1980 avrei potuto essere alla stazione di Bologna insieme a mia sorella e ai nostri ragazzi . Dovevamo partire per la Sicilia e avevamo deciso la data: il 2 agosto, in treno, di mattina. Poi non so nemmeno il perché, il padre del mio ragazzo accettó di dargli l’auto per il viaggio, e così presi dall’euforia anticipammo la partenza. Pochi giorni dopo eravamo vicino dalla tenda, in campeggio, davanti al mare, stavamo facendo colazione e ascoltammo la notizia: era saltata la Stazione di Bologna. Nei primi minuti i notiziari non parlarono di bomba ma di ipotesi di ‘scoppio di una delle caldaie’ e di decine di morti e centinaia di feriti.

Eravamo giovanissimi, i più grandi avevano 19 anni ma qualcuno di noi ruppe il silenzio per dire ‘macché caldaia, hanno messo un’altra bomba’. ‘Un’altra’ : perché l’Italia allora era così. Quando lo racconto a mia figlia stenta a credermi. Era il Paese delle bombe che esplodevano nelle banche, sui treni, durante le manifestazioni, per le strade, colpendo a caso ma non per caso.

Era il Paese delle stragi senza colpevoli, dove la verità si mischiava e si mischia ancora a distanza di anni, alla menzogna, in un infinito gioco di labirinti e specchi così che la verità resti occultata anche quando è sotto agli occhi di tutte e di tutti affinché non ci sia mai la coscienza di chi sia Stato.

Era il Paese dove poteva capitare a 17 anni, di sfiorare una di quelle bombe, allontanate per caso, per un destino fortunato o per la scelta del padre di un ragazzo neopatentato, che aveva deciso di fidarsi, e di lasciar guidare Il figlio da Ravenna alla Sicilia, portando su una R4 rossa, gli amici e la morosa.

Era ed è il Paese dei lunghi elenchi di infiniti processi, di condanne e assoluzioni di annullamenti di condanne in Cassazione, dove si fa e si disfa la tela della ricerca della verità e l’unica cosa certa è la memoria di chi non c’è più e dei lunghi elenchi di donne, uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini che sono morti per quelle bombe. Messe a caso ma non per caso. Stragi che anche quando hanno un colpevole sai che la verità non l’hanno detta tutta perché mancano i nomi dei mandanti. E chissà chi è Stato.

@nadiesdaa

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