D.i.Re: Salvini e Spadafora litigano e il Piano nazionale antiviolenza resta fermo

Cinquantamila donne, nel 2017, si sono rivolte ai  383 centri antiviolenza che operano su tutto il territorio italiano e  trentatremila donne sono state accolte nei  Centri antiviolenza e inserite in progetti di protezione, tutela dei loro diritti e costruzione di percorsi di autonomia per allontanarsi dalla violenza. Ma se i Centri antiviolenza sono gli unici luoghi che aiutano le donne a dire basta alla violenza, continuano ad operare  con  fondi insufficenti e spessp si sostengono grazie all’attività di volontariato delle attiviste: così avviene negli 80 Centri antiviolenza D.i.Re donne in  rete contro la violenza.  “Case rifugio piene e  pochi fondi” dice Raffaella Palladino –  presidente Di.Re che ricorda come i Centri debbano ancora ricevere i fondi del 2016″. 

Ieri pomeriggio è saltata la conferenza stampa che avebbe dovuto  presentare il censimento dei Centri antiviolenza realizzato da Istat e Cnr  a causa delle frizione tra Movimento 5 Stelle e Lega. Vincenzo Spadafora ha rilasciato un intervista a Repubblica dove ha accusato Matteo Salvini di alimentare il sessismo dichiarando che:

Il Paese ‘vive una pericolosa deriva sessista‘ e gli insulti alle donne arrivano proprio dagli esponenti più importanti della politica’. Parole che  hanno aperto la scia dell’odio maschilista contro Carola, con insulti dilagati per giorni e giorni sui social’.

Le parole del sottosegretario alle Pari opportunità sugli attacchi verbali del vicepremier leghista contro Carola Rackete, anche se tardive, fanno breccia nel Governo ha dichiarato Lella Palladino, presidente di D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, sottolineando che è grave l’annullamento della della riunione della Cabina di regia, (che peraltro dall’inizio dell’anno è stata convocata una volta  sola) perchè lascia inevase le richieste di attuazione del Piano nazionale antiviolenza e rimanda la diffusione delle informazioni sia relativamente alle schede di attuazione del Piano medesimo, che sulla mappatura dei centri antiviolenza di cui da ieri si parla. A questo punto la Rete nazionale dei centri antiviolenza, anche in qualità di componente del Comitato Tecnico, si chiede quando sarà possibile conoscere nel dettaglio la programmazione dei diversi ministeri”.

“Mentre Salvini litiga con Spadafora, le donne continuano a essere colpite, uccise, i loro figli costretti ad assistere alla violenza, i centri antiviolenza a fare i salti mortali per sopperire alle mille disfunzionalità di un sistema pubblico inadeguato” ha concluso Palladino “e quando finalmente si andrà oltre la propaganda politica, procedendo a costruire un sistema integrato di interventi davvero efficaci per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne?”.

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